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VATICANO: FA SCANDALO CHI FA LUCE

Uno scandalo con tanto di manette, con una “pentita” la cui foto da “vamp” (non so se si dice ancora così) fa una certa impressione tra quelle di tanti “uomini di Chiesa”, con storie di intercettazioni e segreti violati in fatto di quattrini, è venuta a guastare la festa della “riconquista” all’onestà di Roma e dintorni dopo la cacciata del “Sindaco Rubagalline” decretata scavalcando le acrobazie

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Falcone trattò con la mafia

In uno scritto delirante Marco Travaglio “dice la sua” sulla “trattativa Stato-Mafia” (cioè ridice, ripete, insiste, vaneggia). Sempre la solfa dei suoi articoli e, non dimentichiamolo, del suo “recital teatrale”: “A me, interessano poco i reati, e molto i fatti”. Non si direbbe: allora perché tane preoccupazioni per la sorte del processo e perché tanto insistere, ad esempio, sulla “colpevolezza” del Generale Mori, che, come lui dice è Mori, è De Donno che ammettono l’esistenza della Trattativa?

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E' morto Pietro Ingrao

di Mauro Mellini
Aveva da poco compiuto il suo centesimo anno di vita. Si è spento così, dopo che da anni si era appartato in un silenzio che rifletteva la sua tendenza a chiudersi spesso in sé stesso.
E’ morto lasciando il vuoto di un’altra delle figure che avevano dato un senso, un significato ed una speranza alla vita politica del nostro Paese.

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La condanna degli assolti: Malta e le corna a Beccaria

Ho ricevuto una telefonata di un mio amico avvocato, che si occupa di brevetti e diritti d’autore. “Ho letto quello che hai scritto sulle misure di prevenzione, gli “indiziati” e l’applicazione anche agli assolti. Ma non è che, diciamo, hai un po’ esagerato? Che le abbiano addirittura applicate agli assolti…”.
Lo ho pregato di non fidarsi della mia parola e di perdere un po’ del suo tempo (veramente) prezioso a scartabellare “il codice antimafia” e, magari, un po’ della aurea giurisprudenza. E’ rimasto, come direbbero in Sicilia, “basito”. “ Ma siamo arrivati a questo punto?…”.

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Misure di prevenzione: "L'abuso è nella legge"

Lo scandalo della gestione “famigliare” a Palermo dei beni degli indiziati di essere mafiosi ed addirittura della “intensificazione” di tali misure in funzione della “promozione degli affari di famiglia”, dovrebbe aprire finalmente un dibattito approfondito sulle “misure di prevenzione”, quelle, a Palermo, di competenza della Sezione del Tribunale presieduto dalla Signora Saguto.

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Palermo: misure di promozione (di affari)

di Mauro Mellini
Lo scandalo dell’amministrazione dei beni confiscati agli “indiziati di essere mafiosi” (così dice la legge) si spande a Palermo a macchia d’olio.
Non si tratta solo della dott.ssa Saguto, presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale. Sono indagati altri magistrati ed un P.M. Chi se ne intende lascia capire che un altro filone, destinato a coinvolgere un personaggio che sta molto in alto, potrebbe (e dovrebbe) scoppiare da un momento all’altro.
A questo punto non è più lo scandalo dell’”amministrazione dei beni sequestrati”.

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Gaffe freudiana di un Procuratore al di sopra di ogni sospetto

Il ruolo che la sorte ha riservato al dott. Francesco Lo Voi nella vicenda pirandelliana del compromettente legame di Crocetta con il chirurgo plastico Matteo Tutino, specialista etc. etc., della notizia dell’intercettazione della loro ancor più compromettente telefonata, della smentita che ha salvato Crocetta che stava per suicidarsi, di quel successivo suo “non mi dimetto”, sembra ritagliato in modo da contraddire quello più confacente alla persona di quel magistrato, noto per la sua moderazione ed alieno da esibizionismi ed operazioni politiche.

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