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Dietro le sbarre

Sgarbi ha detto il fatto suo al “magistrato più costoso d’Italia”, il collezionista di cittadinanze onorarie Nino Di Matteo l’”eroe” della più clamorosa topica giudiziaria italiana (6 ergastoli per l’assassinio di Borsellino dovuti revocare e processo da rifare!) oggetto di una fantasiosa condanna a morte pronunziata da Totò Riina “all’orecchio” di una guardia carceraria.

Le aggressioni verbali e morali a Sgarbi vengono da gente che pratica il culto di falsi idoli antimafia.

GRAZIE VITTORIO!!!

                  Mauro Mellini

05.12.2017

Ci sono ammiragli ed ammiragli.
C’è stato Caio Duilio, che portò anche sui mari la potenza di Roma.
C’è stato Drake che fece della pirateria la potenza imperiale dell’Inghilterra. E Togo, l’ammiratore segreto degli americani, che attaccò tuttavia e sorprese a Pearl Harbor e che lo ammazzarono avendogli teso una vera trappola.

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 di Alessio Di Carlo
Strano Paese, il nostro.

Da un lato c'è un gruppo di amanti degli animali disposto a mobilitarsi, rischiando perfino la galera, che raccoglie il plauso pressoché generalizzato degli italiani, violando Green Hill e liberando un gruppo di beagle costretti in condizioni indescrivibili.

E a nessuno che venga in mente di far presente che sì, d'accordo, Green Hill sarà pure uno scandalo, ma se passa il principio che ognuno inizia a farsi giustizia da sé, il passo per  il Far West è breve.


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Solo sulla carta il Centro Diagnostico e Terapeutico di Regina Coeli è una struttura di rilievo nazionale. In realtà, fra sovraffollamento, fatiscenza e carenze igienico-sanitarie la situazione rischia di avere, a breve, sviluppi potenzialmente drammatici.
 
E’ quanto denuncia il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni in una lettera inviata al Presidente della Regione Renata Polverini e ai vertici del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e della Asl Rm A.

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 Con i più recenti programmi di trattamento applicati ai detenuti condannati per reati a sfondo sessuale (i sex offenders) i casi di recidiva fra gli aggressori sessuali potrebbero ridursi dal 17% al 3,2%.
 
I dati sono stati illustrati nel corso della presentazione del progetto SOFT- Sex Offenders Full Treatment, che partecipa ad un bando della Comunità Europea, rispondente ad una CALL della “Criminal Justice”, inserito nel Programma Generale "Fundamental Rights and Justice".

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