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Fallimento rimandato

di Mauro Mellini
La stampa che riflette gli interessi contrari al Governo sembrerebbe abbia smorzato i toni e, soprattutto, abbia ridotto la pressione per arrivare ad una sorta di dichiarazione di fallimento cui si sta andando incontro.
Non credo che ciò sia dovuto ad un meno severo giudizio nei confronti di maggioranza e Governo, ma piuttosto alla preoccupazione della mancanza di una qualsiasi forza politica, non solo in Parlamento, con i numeri che sono quelli che sono, ma anche nel Paese.
Le velleità di Berlusconi di offrire alla montante reazione negativa alle baggianate del duo Di Maio-Salvini si dimostra ogni giorno di più una velleità, anche piuttosto ridicola.
L’“alleato di Centrodestra” del principale attore della tragedia governativa non è mai stato e non potrà mai pretendere di andare a sostituire un Governo travolto dalla bancarotta. Bancarotta che, del resto è oggi solo di previsione, per gli oneri sbagliati e pesantissimi stoltamente assunti.
Si direbbe tutto rinviato alle elezioni Europee. Ma sarebbe meglio preoccuparci delle Amministrative.


Ora l’essenziale, l’interrogativo su cui si regge ogni determinazione è questo: di qui alle elezioni Europee è possibile che nasca e cresca una forza di vera e credibile opposizione e si espanda e si affermi?
I sintomi non si vedono. Resta la speranza. Un po’ poco.

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