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Mellini: settant'anni dopo, come voterò il 4 marzo

Ho già detto, ed è inutile che lo ripeta, non voterò certo per gli accattoni e le accattone. Né per una Sinistra parassitaria del terrorismo giudiziario, che vive delle sedimentazioni guaste e funeste di questo suo parassitismo e degli errori di decenni.
Non voterò certo per la supponenza cretina ed ignorante dei Grillini, per la loro politica dell’antipolitica.
Il Partito dei Magistrati è oggi, culturalmente e praticamente il nocciolo della risacca antidemocratica, illiberale, autoritaria che minaccia il nostro Paese. Il voto non è una sorta di onorificenza, un attestato di benemerenza, né un risarcimento consolatorio ma credo che debba, nelle circostanze attuali, essere dato a chi è stato ed è tuttora il bersaglio contro cui si è scatenato lo squadrismo golpista giudiziario.
Voterò quindi Centro Destra, Berlusconi, sì, Berlusconi, anche se ad essi non posso riconoscere di aver saputo opporre alla violenza giudiziaria la forza di una fede nella giustizia ed anche se non hanno saputo e voluto presentarsi al Paese come veri combattenti contro quella sciagurata operazione in loro danno.
C’è, naturalmente, la questione delle alleanze pericolose. Ma, intanto, sono state alleanze che hanno resistito alla demonizzazione ed alla sopraffazione del Centro Destra e del suo leader. E, poi, per fortuna qui non avrò la fastidiosa presenza della Lega.
Ragionamenti contorti, direte. Ma non intendo seguire una “linearità” che mi conduca all’assurdo, magari all’astensione, che è una diserzione.
Spero che altri vedano tempi migliori.

Mauro Mellini
27.02.2018

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