Le ferrovie del Conte Tacchia

Ricordate il film di Corbucci “Il Conte Tacchia” sulla storia del leggendario “falegnametto” (Montesano) e del suo duello col nobile francese, divenuto “er Conte Tacchia”. Predicato evocante la sua antica professione e l’arrangiarsi a raddrizzare mobili pericolanti con “tacchie”, piastrelle cuneiformi di legno da schiaffare sotto uno dei piedi di essi.
L’arte del falegname-conte e la sua abilità di piazzar “tacchie” dovunque (nel film ne piazzava una addirittura sotto un piede di una poltrona al Quirinale dove era stato convocato per ricevere da Re Pippetto l’investitura comitale) deve aver fatto proseliti.
Apprendiamo dai giornali e dalla televisione che sul binario da cui è deragliato il treno nella sciagura di Pioltello, qualcuno, rilevando un allentamento in una giuntura aveva piazzato una “tacchia”.
Una “tacchia”, forse destinata anch’essa a non fare zoppicare una poltrona e che, invece, pare destinata a fare da “pietra dello scandalo” della luttuosa vicenda.
L’aristocrazia è alla riscossa. Le sue “tacchie” conquistano anche le ferrovie. E chi sa quante altre poltrone zoppicanti salvano. E quanta gente ammazzano.
Viva la tacchia!!!

Mauro Mellini
29.01.2018

Giustizia Giusta utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.