"Il Giornale" scopre i danni dell'antimafia

Meglio tardi che mai! “Il Giornale”, quotidiano quasi ufficiale di Forza Italia e, comunque, portavoce di Berlusconi, ha finalmente scoperto che le misure di prevenzione hanno effetti devastanti per le aziende colpite, spesso appartenenti a persone semplicemente sospettate e, magari, già conclamate innocenti del peccato di mafia.
In un articolo a firma Mariateresa Conti, dal titolo “Una condanna a morte per le aziende” sul numero di mercoledì 18 ottobre si sostiene l’ingiustizia di questi provvedimenti fondati sul sospetto che l’imprenditore possa essere indiziato di mafia. Scopre quello che andiamo predicando da decenni, con insistenza che, magari, taluno di quelli lì, ammesso che ci abbia degnato di una qualche attenzione, definiva maniacale petulanza.
Se ne accorgono ora anche quelli de “Il Giornale”, magari preoccupandosi solo di “quelli del Nord, i presumibili corrotti, e non dei terroni, presunti mafiosi”.
Non mi pare che la brava giornalista autore del pezzo abbia anche affrontato la questione della ricaduta del pericolo di depredazioni, impudentemente definite “di prevenzione”, sulla disponibilità del credito nelle zone più colpite (e quindi, di riflesso, sull’intera Nazione). Ma anche la scoperta dell’America non avvenne in un sol giorno. Colombo scoprì delle isole. Il resto venne poi.
Meglio tardi che mai e meglio qualcosa che niente.
Auguri dott. Sallusti. E coraggio!

Mauro Mellini
19.10.2017"Il Gioranle"

Giustizia Giusta utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.