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Grasso: le baggianate dell'ambizione

Esponente della magistratura del “pronto intervento” in politica, di quella parte del Partito dei Magistrati che vuole realizzare subito l’egemonia togata della Repubblica, senza aspettare l’esito e gli effetti della progressiva “giurisdizionalizzazione” komeinista, Grasso, avvicinandosi la fine della legislatura e della sua inopinata e sciagurata presidenza del Senato (di cui si era volentieri prestato a fare il Commissario Liquidatore con la riforma Boschi-Renzi) è preso da una frenesia “interventista” che lo porta con frequenza senza precedenti a compiere le più clamorose baggianate.

Il magistrato-senatore-presidente prendendo atto che l’assassinio di Falcone fu un assassinio della mafia e che nulla autorizza pensare che ci fosse “altro” (C.I.A., Massoneria. F.B.I., Multinazionali etc.) ha detto che però “spera” (!?!?) che qualche pentito ci illumini e ci convinca che “fu strage di Stato”, nonché di quelle perfide e fumose entità (“’oh, com’è bella una strage di Stato! Falcone merita di esser “promosso” vittima di un complotto internazionale!”).

Un uomo simile, l’obiettività, l’imparzialità, non sa nemmeno dove sta di casa.

Oggi mostra questa insanabile deficienza del suo DNA congratulandosi con Rosy Bindi (nientemeno!!!) per l’approvazione del C.D. “codice antimafia”, che sta conquistando il record delle critiche e dei dissensi tra le leggi sfornate in questo nostro povero Paese.

Perché Grasso si agita tanto? Ha paura che si dimentichino di lui i “padroni delle liste elettorali” per il 2018? Gli pesa l’idea di dover tornare a fare il magistrato o di andarsene a fare il pensionato?

Non credo. Non è il timore di tornare nell’ombra che provoca la frenesia “interventista”, le baggianate storiche della seconda autorità dello Stato. Ho l’impressione che lo “speranzoso” (delle rivelazioni pentitistiche di una diversa matrice dell’assassinio di Falcone) Grasso non tema tanto dover fare un passo indietro, quanto speri, invece, oltre ad una “diversa verità” della strage di Capaci, una sua “promozione”. Direi che (l’appetito vien mangiando) abbia fatto un pensierino sul Quirinale. Auspice Rosy Bindi che potrebbe fare il Komeini antimafioso, naturalmente, della Repubblica Italiana.

Allah ci salvi.

                                Mauro Mellini

 09.10.2017

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