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EDITORIALE

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De Gennaro, si incomincia a discutere

Sembrava troppo semplice. Lui un poliziotto eccezionale, benemerito della lotta alla criminalità mafiosa e terroristica. E un Governo di sinistra che lo rimuove per mettere al suo posto un uomo della sua parte, di sinistra, dunque. E’ bastato un giorno ed è cominciato a venir fuori anche sui giornali più distratti e portati a schematismi approssimativi, che uomo di sinistra è lui, De Gennaro. Di sinistra o, almeno (visto che certi super poliziotti sono non al di sopra dei partiti, ma di tutti i partiti contemporaneamente) uno che è stato “portato” dalla sinistra, al momento della massima espansione del giustizialismo Violantino, del professionismo dell’antimafia.
De Gennaro è l’uomo della D.I.A., la polizia antimafia d’impronta, appunto, Violantina e Casellina, la cui istituzione è stata imposta di forza, passando sopra uomini e cose. Iannuzzi, nel suo libro sul processo ad Andreotti, ricorda che quando Contrada, ridotto ad una larva umana svenne in aula al suo processo, la moglie cominciò ad inveire contro “Caino” che a questo aveva ridotto suo marito. “Caino” sarebbe stato De Gennaro. Perché e come, lo lasciamo agli specialisti.
Ora viene fuori che Prodi, sarebbe furente perché De Gennaro non lo avrebbe messo sull’avviso delle intercettazioni Woodcockniane che riguardavano l’episodio Sircana-travestito. Francamente, ci sembra un po’ poco, come motivo di un passo così rilevante. Certo se proprio Prodi si aspettava che quello facesse il Capo della Polizia, c’è da chiedersi che razza di concezione ha un Presidente del Consiglio dei compiti di un così alto funzionario.
La sinistra dell’Unione insiste sulla tesi più improbabile: sulla rimozione per la responsabilità di De Gennaro per i fatti di Genova e gongola, invocando si passi ora ad una inchiesta per quei fatti (pestaggi non solo di manifestanti, ma di imputati di singoli delitti, di presunti mafiosi, di “presunti colpevoli” di ogni categoria che sono stati effettuati prima e dopo di allora, senza che la sinistra, estrema o meno, trovasse da ridire).
Certo è che quando Padoa-Schioppa è venuto fuori in Parlamento, per giustificare l’estromissione del Generale Speciale, con la tesi del “complotto” di alti funzionari etc., molti hanno subito colto l’improbabilità di tale tesi, osservando che quanto attribuito a Speciale ed alla Finanza, sembrava, semmai, poter essere attribuibile solo a qualcun altro, alla Polizia, a De Gennaro, e che fatto ad altri che a loro, tale addebito per ciò solo appariva di comodo.
Ma se comincia ad ammettersi che il “caso De Gennaro,” non è così semplice come sembra vogliano ritenerlo anche quelli che protestano per la sua estromissione, sembra strano che, con tutto quello che si è detto e scritto su questo “burattinaio” di molti episodi della vita italiana degli scorsi anni, oggi tanto poco sembra se ne voglia ricordare.
Si direbbe che questa generalizzata mancanza di memoria, sia un’ulteriore prova della grande abilità e del grande potere di questo cosiddetto “super poliziotto”. Che si conferma anche nel momento della sua caduta, essere stato un super manovratore.

Politica interna estero

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