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EDITORIALE

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Un uomo per (quasi) tutte le stagioni

Prodi ha annunziato, in modo in realtà ambiguo ed inconsueto, che ha scacciato il Capo della Polizia, De Gennaro, anzi, che lo caccerà.
Il motivo, l’incriminazione per favoreggiamento e concorso in falsa testimonianza per le azioni di polizia conseguenti ai fatti di Genova dell’estate 2001 è reale, ma non veritiero ed esaustivo. Molti sono stati sempre convinti che De Gennaro a Capo della Polizia, sia stato uno dei più grossi errori del Centrodestra e del Governo Berlusconi. Fino ad oggi poteva a buon diritto essere considerato il classico uomo per tutte le stagioni. Anzi, uno che le stagioni sapeva ritagliarsele a suo profitto. Ma la sua stagione migliore, quella in cui si era fatto largo non senza danni per qualche potenziale concorrente, è stata quella di Violante all’Antimafia, la stagione per intenderci, i cui veniva imbastito il processo Andreotti. E molte altre operazioni.
Un uomo che “non si poteva mandar via” secondo le regole, la mancanza di regole e le dietrologie della politica all’italiana.
In fondo, anche Prodi, ha usato la sua tipica ambiguità riaffermando la piena fiducia nel Capo della Polizia, indagato per un reato che avrebbe commesso nell’esercizio delle sue funzioni, connettendo la sua cacciata a tale “incidente”, ma precisando che sarà rimosso alla scadenza (quale?) del suo mandato (?).
La fresca memoria del caso del Gen. Speciale, consente i più significativi raffronti.
In fondo, Speciale, è stato mandato via perché, dice Padoa Schioppa, acquisiva troppe notizie sul Governo, gli uomini e gli interessi del potere. Quasi un golpe. E l’ombra della P. 2.
De Gennaro, malgrado l’incriminazione, si è voluto far capire, che non lo si sarebbe voluto mandar via: con un po’ di fantasia e di malignità si potrebbe aggiungere: perché le notizie e più che le notizie sugli uomini, gli interessi ed i trascorsi del potere le aveva già ben acquisite.
Il Centrodestra grida allo scandalo. E’ facile collegare l’estromissione di De Gennaro a quella di Speciale e dedurne che, benché zoppicante e suonato, il Governo Prodi, che non riesce a governare, riesce benissimo a sottogovernare e mettere le mani dovunque, a mettere ovunque i suoi uomini. E’ facile, ma anche fuorviante. Il caso di De Gennaro non è cominciato con Genova. A qualcuno può anzi essere apparso che Genova gli abbia “allungato la vita”.
Aspettiamo di leggere il commento di Lino Iannuzzi, che è certo uno che sull’argomento ha da dire più degli altri e, certamente, assai meglio degli altri.
Ma non aspettiamo il suo parere per dire che ridurre la rimozione di De Gennaro (e così la sua precedente, prolungata permanenza a Capo della Polizia) ad un secondo caso Speciale è una forzatura fuorviante.
Chi ama la verità e le verità, sa e deve sapere che il “caso De Gennaro” non è quello della sua rimozione, ma quello della sua permanenza al Viminale, nel posto più delicato ed importante dell’alta burocrazia.
Certo se ne parlerà ancora. Ed a lungo.

Politica interna estero

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