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Articoli

Editoriale

La marcia della coda di paglia

La marcia della coda di paglia

Se c’è un episodio che può ben rappresentare la sintesi ed il simbolo dell’ipocrisia e della stoltezza con la quale i nostri governanti affrontano (si fa per dire, perché tutto fanno fuorché affrontarlo) il problema dell’immigrazione-invasione è quello della marcia che la Sinistra, con i suoi cascami e suppurazioni, ha organizzato l’altro

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Cio' che un magistrato può permettersi

Cio' che un magistrato può permettersi

“Il magistrato che…tenga in ufficio e fuori una condotta tale che lo renda immeritevole della fiducia e della considerazione di cui deve godere o che compromette il prestigio dell’Ordine Giudiziario è soggetto a sanzioni disciplinari…”. (art. 18 RDL 11 maggio 1946 n. 511)

“I magistrati…non possono essere trasferiti ad altra sede o destinati ad al

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Magistrati: ammissioni di colpe degli altri

Magistrati: ammissioni di colpe degli altri

Nel silenzio che abitualmente la stampa riserva, più che alle malefatte dei magistrati, al problema istituzionale e politico che esse rappresentano, fa spicco qualche rara eccezione. Mi era sfuggito, e ringrazio il mio amico Mazzufferi che me lo ha segnalato, ricordandomi anche un mio incontro con l’autore dell’articolo, quanto si legge sull’Avvenire del 13 maggio. Il tito

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Elezioni: doppio turno all'italiana

Elezioni: doppio turno all'italiana

C’è oramai un sistema elettorale tutto all’italiana. Con un doppio turno.

Sissignori. Un doppio turno senza ballottaggio (che c’è e funziona abbastanza bene per le amministrative ma che è giudicato “pericoloso” per le elezioni politiche).

Il doppio turno all’Italiana consiste in una prima fase in cui i partiti o sedicenti tali si scontrano,

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L'amara conclusione di una bravata giudiziaria

L'amara conclusione di una bravata giudiziaria

Scandalo! Obbrobrio! Vergogna! Lo Stato chiede i soldi ai terremotati dell’Aquila!

Questo si legge sui giornali, si sente in televisione, lo ripetono con sdegno malaccorti politicastri.

Sono espressioni che siamo oramai abituati a sentire e questo da una parte ci convince che dovrebbe dirsi di peggio e più frequentemente, e dall’altro ci fa dar credito a chi le usa ma, al contem

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