Editoriale
Fini, il liberalismo può attendere di Alessio Di Carlo Non è che ci si aspettasse chissà cosa dal discorso domenicale di Fini, ma almeno un po' di chiarezza sulla natura della creatura messa in piedi da questo navigato istrione della politica italiana, questo almeno sì. Del Presidente della Camera, infatti, si riesce a comprendere sempre assai bene cosa non sia (più) ma mai con altrettanta chiarezza cosa sia diventato. Leggi tutto
Processo breve, il Cavaliere spariglia di Remo Urbino per Il Velino "Care amiche e cari amici Promotori della libertà, ci lasciamo alle spalle un’estate riempita di chiacchiere inutili, stravaganti, deprimenti, un’estate di troppa politica politicante e lontana dalle iniziative concrete, insomma quel vecchio mai tramontato teatrino della politica che ha ormai disgustato tutti gli italiani. È stato davvero un agosto 'politicamente' folle, occupato da diatribe che nulla hanno a che fare con il concreto operare del governo". Inizia così il nuovo audiomessaggio che il premier Berlusconi ha mandato ai promotori della libertà.
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lunedì 06 settembre 2010 |
di Maurizio De Santis Siamo al tramonto dell’anno domini 2006. Tre persone, una donna e due uomini vengono arrestati a Teheran con l’accusa di omicidio. Uno dei due uomini sarebbe l’amante della donna, Sakineh Mohammadi Ashtiani, moglie dell’assassinato. La polizia stabilisce che la vedova allegra fosse pure la mandante dell’omicidio. L’autore materiale dell’omicidio scampa alla condanna a morte, poiché riceve il perdono di uno dei figli della vittima. Sakineh Mohammadi Ashtiani invece, malgrado i figli siano magnanimi anche con lei, è condannata a morte. Alcuni propugnano per l’impiccagione, altri propendono per la lapidazione (ancora applicata nelle zone più rurali della Persia). Del fatto, com’è prevedibile, si impossessano tutte le organizzazioni (umanitarie e non) esistenti. La storica contrapposizione tra Guelfi e Ghibellini appare, al confronto, un esercizio da educande. |
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lunedì 06 settembre 2010 |
di Puntaspilli Ci siamo quasi: quanto da molti previsto in tempi non sospetti si sta pian piano verificando: basta un numero ridotto (ma ben organizzato) di mezzecalzette per condurre – lentamente ma, se non si pone un rimedio, in modo inesorabile – il Paese verso il tutto contro tutti. Era già successo a Como con Dell’Utri, è accaduto l’altro giorno alla festa del Pd di Torino: fischi, urla, slogan e, se possibile, qualche fumogeno, pur di togliere la parola ai nemici del Fatto Quotidiano; quelli, per intenderci, che sono berlusconiani doc. |
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lunedì 06 settembre 2010 |
di Vittorio da Rold per Il Sole 24 Ore Ore di angoscia per il destino di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per adulterio e omicidio del marito attraverso la lapidazione. Il figlio Sajjad Ghaderzadeh, che teme che l'esecuzione possa avvenire già oggi, domenica, ha inviato un appello al governo, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e a Papa Benedetto XVI chiedendo il loro intervento per fermare l'esecuzione della madre e ha ribadito che solo le pressioni internazionali possono salvarle la vita. Secondo Sajjad sua madre sarebbe stata stata condannata anche a 99 frustate per «indecenza», dopo che il quotidiano britannico Times ha pubblicato una sua foto (poi risultata falsa) senza il velo islamico. |
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lunedì 06 settembre 2010 |
L’altro giorno, in occasione dell’anniversario dell’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il Presidente Napolitano ha invitato in maniera decisa “istituzioni” e “società civile” affinchè diano «un deciso sostegno all’attività di contrasto delle organizzazioni criminali svolta dalla magistratura e dalle forze dell’ordine». Un’esortazione, quella del Capo dello Stato, che non può non trovarci d’accordo: del resto, tranne mafiosi e camorristi (e delinquenti ad essi assimilabili), il resto delle persone perbene possono tranquillamente stare dalla parte dello Stato. |
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lunedì 06 settembre 2010 |
Ai malati gravi va evitata la prigione, anche se la patologia è compatibile con la detenzione e con le possibilità di cura fornite dalla struttura carceraria. La Corte di cassazione afferma la priorità della tutela della salute dei detenuti e invita i giudici a scegliere le misure alternative al carcere anche quando il tipo di reato non le contempla. Il caso esaminato dalla prima sezione penale di piazza Cavour riguardava un detenuto che aveva chiesto al tribunale del riesame di trascorrere la pena agli arresti domiciliari in attesa di essere sottoposto a un intervento per un tumore al cervello. Domanda che il tribunale della libertà aveva respinto basandosi su accertamenti medici che avevano affermato la possibilità di mantenere il regime carcerario almeno fino all’operazione. Responso negativo supportato anche dalla considerazione che per il tipo di reato commesso dal malato non è prevista la detenzione domiciliare. |
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lunedì 06 settembre 2010 |
A margine dei lavori del Workshop dell'European House Ambrosetti, a Cernobbio, il presidente dell’ Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana-Oua, Maurizio de Tilla, ha sottolineato come, da anni, governi di differente orientamento, sui temi della giustizia e della lunghezza dei processi, abbiano rincorso soluzioni tampone e scorciatoie contingenti e di emergenza: il risultato è una macchina giudiziaria in agonia e in perenne affanno che aggrava la già presente crisi economica e allontana gli investimenti esteri dal nostro Paese. |
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