Editoriale
"Democraticus", un'idea per il nuovo sistema elettorale di Alessio Di Carlo Non so ancora se sottoscriverò l'appello per l'adozione del sistema uninominale al posto dell'odiato porcellum. Intendiamoci: sull'insostenibilità del sistema attuale c'è poco da discutere. Francamente, non se ne può più di ascoltare alcuni strenui sostenitori del sistema in vigore impegnati nella difesa di un modello che, a loro dire, avrebbe garantito la diminuzione del numero dei partiti e dunque agevolato la governabilità. Che razza di discorso: allora sarebbe bastato decidere per legge che i partiti sono tre, i bianchi i rossi e i blu ed il problema sarebbe stato risolto in eterno. Peccato che, così facendo, si sarebbe privato l'elettorato di qualsiasi potere di scelta dei propri rappresentanti. Che è poi la stessa cosa che è accaduta col porcellum. A dire il vero ero lì lì per firmare. Leggi tutto
Tre imbrogli maggioritari di Davide Giacalone A coloro che firmano l’appello per la riforma uninominale del sistema elettorale lancio, a mia volta, un appello: non prendiamoci in giro. Sono favorevole a quel tipo di sistema, ne scrivevo quando ancora avevamo il proporzionale e la prima Repubblica, ma non firmerò i generici auspici, che tanto spazio trovano sul Corriere della Sera, perché sottendono tre malintesi, o tre imbrogli, a seconda del grado di consapevolezza dei firmatari.
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giovedì 02 settembre 2010 |
di Gianluca Perricone Sarebbe sciocco negare come sia fondamentale, per l’Italia, sviluppare e salvaguardare relazioni diplomatiche ed economiche privilegiate con la Libia. Tutti hanno capito – a destra come a sinistra – la necessità di “avere a che fare” con Gheddafi: ne è consapevole il potere politico, così come quello economico, da Telecom a Unicredit, da Eni a Enel, da Fiat a Finmeccanica per finire a Confindustria. Non ci si può nascondere dietro ad un dito o mettersi a fare i “moralisti da strapazzo”: la Libia del Colonnello, piaccia o no, è partner essenziale per l’Italia. Questo non deve significare, però, che Maummar Gheddafi sia autorizzato, magari in nome e per conto di Maometto, a trasformare l’Italia (e l’Europa intera) in una sorta di colonia della repubblica libica, terra di conquista del Corano o territorio da far invadere da incontrollabili maree umane nere. |
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giovedì 02 settembre 2010 |
Ci mancava solo il tour delle Procure. I finiani davvero non sanno più cosa inventarsi, non tanto (o non solo) per far saltare i nervi al Presidente del Consiglio, quanto piuttosto per demolire quel tanto di garantismo ancora presente nel centrodestra. Non è in discussione la solidarietà ai magistrati esposti alle intimidazioni della mafia e, da questo punto di vista, sacrosanta è la vicinanza mostrata da Italo Bocchino e Fabio Granata a Salvatore Di Landro contro il quale, la scorsa settimana, è stata fatta esplodere una bomba. Sono i dettagli, come spesso accade, a nascondere qualche magagna. Inutile girarci tanto intorno ma questo recarsi presso le Procure somiglia tanto ad un atto di genuflessione che, proprio coloro che rivendicano la assoluta autonomia del potere giudiziario nei confronti dell'esecutivo, dovrebbero guardarsi bene dal plaudire. |
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giovedì 02 settembre 2010 |
Si potrà anche dire che “lo prevede la legge”, ma noi dinanzi alla storia di Mario Vitale da Fiano Romano (Rm) restiamo perplessi. In breve. L’uomo, il 23 luglio del 2007, subisce un furto in casa nel quale gli vengono sottratte anche le chiavi della Alfa Romeo 156 con la quale i malviventi si allontanano dall’abitazione del povero Vitale il quale a sua volta, con il trascorrere dei giorni, perde ogni speranza di recuperare il maltolto. Quando la fiducia nel ritrovamento arriva allo zero, la vittima del colpo decide di acquistare una nuova autovettura. |
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giovedì 02 settembre 2010 |
Per errore, nell'articolo pubblicato il 26 agosto scorso con il titolo "A volte è meglio non essere Cortese" , è stato riportato che Teresa Cortese è stata eletta coordinatore cittadino dell'Italia dei Valori a Messina. Da una verifica è invece risultato che tale carica la Cortese ha assunto a Crotone e non nel capoluogo siciliano. Dell'errore ci scusiamo con l'interessata e con i lettori, provvedendo alla correzione dell'articolo medesimo. (adc) |
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